La Questione Palestinese

"Che dire quindi della “bandiera della Palestina”? Seguirà questa la sorte di quella del Vietnam?

 

I segnali ci sono tutti. L’innamoramento dell’estrema sinistra occidentale, soprattutto di quella contemporanea, per la causa palestinese è frutto degli stessi percorsi mentali che portarono alla temporanea simpatia per i Vietcong: la Palestina è vista come l’eterno oppresso, il popolo senza speranza per definizione, il bambino che lancia le pietre al carro armato,  la madre che piange i figli uccisi dalle bombe sioniste, e la lotta per la sua liberazione viene completamente falsificata ignorando le sue caratteristiche politiche e soprattutto le sue finalità, ossia la costruzione di uno Stato nazionale capace di costruire un futuro prospero per gli abitanti del paese.

Nella mente dei “disobbedienti” la Palestina non può vincere, anzi, non deve vincere, perché altrimenti non sarebbe più possibile battersi il petto e piangere pubblicamente per l’oppresso, non sarebbe più possibile compatire le vittime e sentirsi moralmente superiori mandando la propria “solidarietà internazionalista” a milioni di persone costrette a subire fame e violenza.

 

I palestinesi devono continuare ad essere sconfitti e oppressi, perché se dovessero mai vincere ecco che la loro causa non sarebbe più “pura”, ma anzi corrotta dalle nefasta necessità di confrontarsi con la realtà materiale".

 

 

Leonardo Sinigaglia

 

8 settembre 2024